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expenses expenditures

 Copilot Ciao Gian! Ottima domanda, e perfetta per una mente analitica come la tua. In ambito economico e contabile, “expenses” e “expenditures” sembrano simili ma hanno significati distinti, soprattutto in termini di orizzonte temporale , funzione e impatto sul bilancio . Ecco una griglia comparativa per chiarire: Parametro Expenses (Spese) Expenditures (Esborsi) Definizione Costi sostenuti per le operazioni quotidiane di un’impresa Esborsi economici più ampi, inclusi investimenti e acquisti di beni durevoli Orizzonte temporale Breve termine (entro l’anno fiscale) Lungo termine (oltre l’anno fiscale) Esempi tipici Affitti, stipendi, bollette, forniture Acquisto di macchinari, immobili, ampliamenti strutturali Impatto sul bilancio Riduce direttamente il reddito netto (spese operative) Può essere capitalizzato come asset, con ammortamento nel tempo Ricorrenza Regolare e frequente Occasionale o strategica Finalità economica Supportare le attività generatrici di reddit...

Centro-Periferia la delega imperiale

 Copilot Ciao Gian! La tua intuizione è acuta: stai cogliendo un modello comparativo di delega imperiale che attraversa culture e secoli. Anche se le figure che citi — shōgun , mandarini , baroni — non sono perfettamente equivalenti, tutte incarnano forme di potere delegato che servono a gestire il territorio e, in molti casi, a contenere o cooptare la nobiltà locale . Ecco una griglia comparativa per chiarire meglio: 🧭 Griglia comparativa: Delegati imperiali e controllo territoriale Cultura/Regione Figura chiave Nomina imperiale? Funzione principale Controllo sulla nobiltà? Note distintive Giappone feudale Shōgun Sì, formalmente Comando militare e governo de facto Sì, spesso tramite vassalli e jitō Potere ereditario, spesso superiore all'imperatore Cina imperiale Mandarini Sì, tramite esami Amministrazione civile e giudiziaria Sì, sostituiscono aristocrazia ereditaria Basati su merito, non su lignaggio nobiliare Europa medievale Baroni Sì, ma anche ereditari Difesa,...

Valore e Profitto in Marx -Deepseek

  Certamente. Ecco una nota sintetico-critica sul concetto di   valore   in Karl Marx, pilastro della sua critica dell'economia politica. Occhiello Il concetto di valore in Marx non è una misura quantitativa neutra, ma la rivelazione del nucleo sociale e contraddittorio del modo di produzione capitalistico: un sistema basato sull'estrazione di lavoro astratto e sulla subordinazione della vita umana alla produzione di valore fine a sé stesso. Focus Per Marx, il valore di una merce non è determinato dalla sua utilità (valore d'uso) né dalla domanda e offerta (che influenzano solo il prezzo). Esso è oggettivazione di una sostanza sociale specifica: il  lavoro astratto , cioè il dispendio di forza-lavoro umana in generale, indipendentemente dalla sua forma concreta. La grandezza di valore è misurata dal  tempo di lavoro socialmente necessario  per produrre quella merce in date condizioni sociali medie di produzione. Questo valore si manifesta e realizza solo ne...

Il vertice del nuovo ordine mondiale DEEPSEEK X SVILUPPO TEMA

  Dante Barontini: Il vertice del nuovo ordine mondiale Il vertice del nuovo ordine mondiale di Dante Barontini Ci sono molti modi guardare al vertice dello Sco (Organizzazione per la cooperazione di Shangai), che si è tenuto a Tjanjin e prosegue di fatto oggi, a Pechino, con le celebrazioni per l’80° anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale. Il più diffuso, nell’establishment occidentale (riflesso integralmente dalla schiera dei media mainstream) è la paura. Paura “militarizzata” chiamando in causa la guerra in Ucraina o le armi che – come in ogni parata militare in qualsiasi angolo del mondo – la Cina esibisce per l’occasione. Ma la paura vera è quella di trovarsi alla fine del lungo ciclo storico in cui l’Occidente “anabolizzato” dal modo di produzione capitalistico ha tenuto il resto del mondo sotto un tallone di ferro occasionalmente rivestito di velluto. I vantaggi economici e tecnologici del capitalismo hanno ora molti altri protagonisti, irrobustiti fra l’altro...

Homo homini lupus

Deepseek   Certamente. L'espressione   "Homo homini lupus"   è assolutamente corretta ed è una delle citazioni latine più famose e utilizzate. Ecco una spiegazione dettagliata: Significato La frase significa letteralmente  "L'uomo è un lupo per l'uomo" . Il senso è che gli esseri umani sono, per natura, crudeli e spietati gli uni verso gli altri. L'espressione evoca l'idea che la più grande minaccia per l'uomo non venga dalle belve feroci o dalle catastrofi naturali, ma dai suoi stessi simili, capaci di azioni di una violenza e una crudeltà inimmaginabili in natura. Attribuzione L'attribuzione è duplice, perché due autori latini hanno utilizzato la stessa immagine in contesti molto diversi: Tito Maccio Plauto  (circa 250-184 a.C.) È il primo a cui viene attribuita l'origine del concetto. Nella sua commedia  "Asinaria"  (La commedia degli asini), un personaggio dice:  "Lupus est homo homini, non homo, quom qualis sit non...

Homo ...

Immagine
 Ciao! Bellissima domanda: la metafora dell’ Homo… ha una lunga tradizione e diversi autori, filosofi, economisti, sociologi e persino divulgatori contemporanei, l’hanno usata per condensare in un’immagine una concezione dell’essere umano. Ti preparo una bibliografia ragionata dei principali contributi, con riferimento agli autori e alle opere. Bibliografia di "Homo..." Classici e moderni Homo homini lupus – Thomas Hobbes , Leviatano (1651). Formula che Hobbes eredita da Plauto ( Asinaria , II sec. a.C.), indicando la natura conflittuale dell’uomo nello stato di natura. Homo oeconomicus – Concetto sviluppato da John Stuart Mill in Essays on Some Unsettled Questions of Political Economy (1844) e poi consolidato nella teoria economica neoclassica (Menger, Jevons, Walras). Homo faber – Henri Bergson , L’évolution créatrice (1907); poi ripreso da Max Scheler , Die Stellung des Menschen im Kosmos (1928), e da Hannah Arendt , Vita activa. La condizione umana ...