matusalem bond

 I dazi – e anche l’ombrello difensivo statunitense – hanno l’obiettivo di costringere i partner commerciali e militari statunitensi a acquistare titoli di stato a lunghissimo termine, fino a 100 anni, i cosiddetti “matusalem bond”. L’attuale Segretario al Tesoro, Scott Blessent, prevede di trasformare i titoli a breve e medio termine detenuti da investitori stranieri in obbligazioni a lunghissimo termine. In pratica, i dazi e l’ombrello militare sono parti di un meccanismo per bloccare il capitale estero all’interno dell’ecosistema del debito Usa. L’obiettivo è aumentare il controllo degli Usa sui flussi di capitali internazionali, trasformando i Treasury in un “asset imprigionato” che non può essere liquidato senza subire perdite significative.

In questo modo, il fine di Trump e Miran è chiaro: quello di sostituire progressivamente gli acquirenti asiatici di Treasury con i partner militari e geopolitici degli Usa. In cambio di protezione e sconti sui dazi, si chiederà un impegno a lungo termine sul debito americano. Un patto che potrebbe ridefinire l’equilibrio finanziario globale nei prossimi decenni. La posta in gioco è “la capacità degli Usa di restare il fulcro del sistema economico globale con il dollaro al centro e il debito americano come architrave di un nuovo ordine economico mondiale”.[xii] Il tutto teso verso un obiettivo ambizioso: ridefinire l’intera architettura geopolitica post-globalizzazione.

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