Delinking - Disaccoppiamento o Scollegamento

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Certo! Il termine "delinking" (in italiano: disaccoppiamento o scollegamento) è usato principalmente in ambito economico e geopolitico per indicare la separazione di un paese o di un gruppo di paesi dal sistema economico globale dominante, in particolare quello occidentale, per seguire una via autonoma di sviluppo.

Origine e significato teorico

Il concetto è stato sviluppato soprattutto da Samir Amin, economista marxista e teorico della dipendenza e dello sviluppo diseguale. Secondo Amin, i paesi del Sud globale (o periferici) devono "delinkarsi" dal centro capitalistico mondiale (cioè dai paesi dominanti come USA, UE, Giappone) per:

  • Riconquistare la sovranità economica e politica

  • Proteggere le economie locali dalla concorrenza globale e dalle logiche del profitto a breve termine imposte dalle multinazionali

  • Puntare su un modello di sviluppo centrato sul mercato interno, sulla pianificazione e sulla soddisfazione dei bisogni popolari piuttosto che sull’export e sulla dipendenza da capitali esterni

Esempi e applicazioni

  • La Cina, con la sua strategia della "doppia circolazione", cerca oggi una forma di delinking parziale, cercando di ridurre la dipendenza dall’export verso l’Occidente e sviluppare il mercato interno.

  • Cuba, Venezuela e altri paesi del socialismo latinoamericano hanno cercato (con successi e limiti) di applicare il delinking dalle istituzioni globali come FMI e Banca Mondiale.

  • Alcuni teorici del multipolarismo vedono nel rafforzamento dei BRICS una possibile forma collettiva di delinking dal sistema dominato dal dollaro e dagli USA.

Non significa autarchia

Il delinking non implica un isolamento totale, ma una ristrutturazione selettiva delle relazioni esterne, in modo da subordinare le relazioni internazionali agli obiettivi di sviluppo interno, e non viceversa.

Vuoi approfondire l'uso contemporaneo del concetto, ad esempio nel contesto dei BRICS o della Cina?

Delinking oggi: tra multipolarismo e sovranità economica

Negli ultimi anni, il termine delinking ha assunto nuovo rilievo nel dibattito su:

  • la fine dell’unipolarismo statunitense,

  • la ricerca di modelli alternativi al neoliberismo globale,

  • il rafforzamento di blocchi regionali autonomi, come i BRICS.


🇨🇳 Cina: delinking selettivo attraverso la “doppia circolazione”

La Cina, pur integrata nell’economia globale, sta cercando una strategia di disaccoppiamento parziale dal sistema centrato sugli USA. Lo fa attraverso:

  • Strategia della doppia circolazione (dal 2020):

    1. Circolazione interna (mercato domestico, innovazione, autosufficienza tecnologica)

    2. Circolazione esterna (commercio internazionale e investimenti, ma in modo subordinato agli obiettivi nazionali)

  • Rischi geopolitici e tecnologici (es. restrizioni USA su Huawei, semiconduttori, AI): la Cina punta a sviluppare tecnologie strategiche autonome.

  • Yuan digitale e sistemi alternativi a SWIFT (es. CIPS): strumenti di delinking finanziario dal sistema dominato dal dollaro.

📌 Non si tratta di autarchia, ma di minimizzare la vulnerabilità esterna e massimizzare il controllo nazionale sullo sviluppo.


🌍 BRICS e delinking collettivo: un'alternativa al dominio occidentale

Il gruppo BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica) e la sua recente espansione (con Egitto, Iran, Etiopia, ecc.) rappresentano un tentativo di delinking collettivo:

  • Creazione di istituzioni parallele:

    • New Development Bank (alternativa alla Banca Mondiale)

    • Accordi di scambio in valute locali (per ridurre la dipendenza dal dollaro)

  • Cooperazione Sud-Sud: incentiva un commercio e sviluppo tecnologico tra paesi emergenti, riducendo la subordinazione ai centri occidentali.

  • Agenda sovranista e multipolare: ogni paese cerca maggiore autonomia strategica pur senza rinunciare al commercio globale.


🔍 Sintesi critica

Il delinking contemporaneo:

  • non è una rottura rivoluzionaria, ma un processo graduale e selettivo,

  • si combina con strategie di resilienza economica e tecnologica,

  • è reso possibile dalla crisi del neoliberismo globale e dal declino relativo degli USA,

  • si scontra però con forti pressioni sistemiche (sanzioni, dipendenze tecnologiche, instabilità finanziarie).


Ottimo spunto! Il concetto di delinking proposto da Samir Amin e le strategie attuali dei BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica e altri paesi che si stanno unendo al gruppo) condividono alcuni tratti, ma divergono profondamente per obiettivi, mezzi e visione politica.

📘 Il delinking secondo Samir Amin

Samir Amin, economista marxista e teorico del sistema-mondo, sviluppa il concetto di delinking (in francese: décrochement) come:

“Il distaccarsi (parziale o totale) dal sistema economico mondiale dominato dal centro capitalista per definire autonomamente le proprie priorità interne di sviluppo.”

Caratteristiche del delinking aminiano:

  • Obiettivo: superare la dipendenza strutturale dei paesi periferici dal centro (USA, Europa, Giappone).

  • Metodo: riorientare l'economia nazionale verso i bisogni interni, anche a costo di ridurre l'integrazione nel commercio mondiale.

  • Visione politica: socialista, pianificata, orientata a ridurre le disuguaglianze e democratizzare l’economia.

  • Ruolo dello Stato: centrale, nel guidare lo sviluppo, proteggere settori strategici e difendere la sovranità alimentare, industriale e culturale.

🌐 I BRICS oggi: una forma di delinking?

I BRICS non seguono fedelmente Amin, ma alcune pratiche possono essere lette come forme di delinking funzionale o selettivo, soprattutto nel campo finanziario e geopolitico.

Somiglianze:

  • Tentativi di ridurre la dipendenza dal dollaro: attraverso l’uso di valute locali e la creazione della piattaforma BRICS Pay.

  • Istituzioni alternative: come la Nuova Banca di Sviluppo (NDB) che sfida FMI e Banca Mondiale.

  • Cooperazione Sud-Sud: commercio e investimenti reciproci tra paesi non occidentali.

Differenze fondamentali:

  • Obiettivo primario: non è uscire dal sistema capitalistico globale, ma riposizionarsi al suo interno con maggiore autonomia e vantaggio competitivo.

  • Natura del sistema economico: non socialista, ma fondamentalmente capitalista, spesso guidato da oligarchie, capitalismo di Stato o imprese globali.

  • Logica produttiva: ancora centrata sull’esportazione, sulle catene del valore globali e sull’attrazione di investimenti esteri.

📌 Sintesi del confronto

AspettoSamir Amin (Delinking)BRICS (Pratica attuale)
ObiettivoAutonomia dal sistema capitalistico globaleRinegoziare la posizione nel sistema
Visione politicaAnticapitalista / socialistaCapitalismo multipolare
Ruolo dello StatoForte, pianificatoreVariabile (forte in Cina, debole altrove)
Relazione con il centroDistacco (anche a costo di isolamento)Competizione e collaborazione selettiva
Strategia economicaRiorientamento verso il mercato internoMantenimento dell’integrazione globale
PrioritàSviluppo umano e autosufficienzaCrescita economica e influenza geopolitica

🎯 Conclusione

Il delinking dei BRICS è parziale, pragmatico e funzionale, non ideologico né sistemico come quello proposto da Amin. I BRICS cercano una maggiore sovranità economica ma senza rompere con il capitalismo globale, mentre Amin immaginava un'uscita strutturale e politica dal sistema imperialista. In questo senso, Amin può ispirare una critica anche alle contraddizioni interne del blocco BRICS.

Vuoi che ti aiuti a sviluppare un breve saggio o paragrafo comparativo su questo tema?

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